L’arte di sbattersene da qualche tempo fa parte della mia vita, anche se per molto l’ho tenuta nascosta. Un po’, credo, per paura di offendere le persone intorno a me. Oggi, invece, permea ogni mia cellula, tanto che ne ho fatto un manifesto, una filosofia: FŪCK PHILOSOPHY. arte di sbattersene

In poche parole si tratta della filosofia del fanculo, anche detta l’arte di sbattersene, che ha radici antichissime e ben salde nella cultura del mondo, ma che, nel mio caso, deriva dal fatto che per molti anni non sono stato capace di dire il fatidico “NO”. Cioè, magari lo pensavo e mi preparavo anche le risposte da dire alla persona in questione, ma quando arrivava il momento, la mia risposta era – indovina un po’? – “Sì, certo”.

Questo dire sempre di sì, mi ha causato un forte stress dovuto al fatto che non ero in accordo con me stesso. Ogni volta che dicevo di sì a qualcuno stavo dicendo di no a me stesso. È questo il punto di tutta la filosofia: non possiamo continuare a reprimere i nostri desideri per assecondare gli altri, anche quando lo facciamo per amore del prossimo.
La conseguenza, a mio parere, è che prima o poi si scoppia e si aggredisce il povero malcapitato/a che si ritrova ad essere, inconsapevolmente, l’oggetto della rabbia repressa fino ad allora. Onde evitare sgradevoli situazioni di questo tipo sono arrivato a dire: fanculo, questa volta dico di no! E lo faccio sia per me, sia per l’altra persona e per salvaguardare il nostro rapporto futuro.

arte di sbattersene

Da quando ho iniziato ad attuare questa filosofia, sono cambiate molte cose in me e anche molti rapporti sono cambiati. Chi prima era abituato a ricevere dei “sì” continuativi da parte mia, oggi si ritrova spiazzato davanti ai nuovi e più decisi “no”. Questa è una cosa che va tenuta in conto se si vuole applicare questa filosofia al proprio stile di vita: potresti non ritrovare più sul tuo cammino le stesse persone con cui sei partito/a. Non è detto che questo sia un male, perché le persone, spesso, si avvicinano a noi per schemi che si incastrano facilmente con i nostri. In questo caso chi si allontanerà, sarà forse perché non riesce a incastrare la propria dinamica con la nostra.

Ti faccio un esempio che ha a che fare tanto con la mia vita personale, quanto con quella professionale. In passato quando un cliente chiamava – che fosse durante le festività o verso sera quando ero già a cena con la mia famiglia o i miei amici – io rispondevo sempre al telefono, perché pensavo che sarebbe stato scortese non accettare la chiamata e fottersene.
Mentre mi appropinquavo al telefono per rispondere, iniziavo a sentire un forte senso di delusione verso me stesso e un nervoso ingiustificato verso il cliente. Chi era a sbagliare? Io o il cliente che chiamava in un orario non consono per lavorare? La risposta mi sembra ovvia: ero io a sbagliare.
Ognuno di noi vive nel suo mondo e magari quel cliente era solito mangiare alle 21:30 e quindi per lui/lei chiamare alle 20:00 era una cosa normalissima. Invece per me che stavo cenando, rispondere al telefono a quell’ora non lo sentivo giusto. Cosa è successo? Il cliente l’ho perso perché non alla prima, non alla seconda, bensì alla terza volta, gli ho risposto male causando un processo di incomprensioni che hanno portato alla fine del rapporto professionale e personale.

Se sei onesto il più possibile con te stesso e con gli altri, le cose non possono che migliorare sempre più.

Questo è tutto! 🙂