Belle parole, ma i fatti… ah, quelli sono tutta un’altra cosa! Ok, forse partire subito in quinta non ti da modo di capire di cosa sto parlando. Cominciamo dall’inizio. Belle parole ma i fatti

Lavoro nel mondo della crescita personale da un po’ di anni e se c’è una cosa che non mi è andata mai giù è quel grande divario fra le parole dette e la concreta realtà. In questo settore ci sono tantissimi professionisti con le loro specificità che indicano la strada da seguire se vuoi raggiungere questo o quello scopo. Fino a qui niente di male, anzi, solo persone che vanno elogiate se sentono di portare avanti questo lavoro, alle volte molto duro. L’ingranaggio rotto che mi fa girare i c……i (gioca con me e trova la parola giusta sostituendo i puntini con le lettere) è quando un professionista, che sia un coach, un counselor, un formatore o chiunque altro, si ritrova a vivere quella determinata situazione, di cui ha suggerito il “giusto” comportamento in lungo e in largo, e fa l’esatto opposto di ciò che ha predicato. Mia mamma direbbe: Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. E avrebbe anche tutte le ragioni del mondo nel dirlo! Non credi?Belle parole ma i fatti

Faccio una precisazione doverosa: io ho fede in quella legge universale per cui tutto è giusto così come è e penso che tutti noi siamo umani e possiamo sbagliare. Io sono il primo che fa errori in continuazione, anche nel proprio lavoro. La decenza vorrebbe, però, che se sono consapevole di non riuscire a vivere in un determinato modo certe situazioni, almeno io eviti di insegnare agli altri esattamente quello di cui sono carente.Belle parole ma i fatti
A livello teorico potrebbe andare anche bene, ma a livello più sottile, mi domando, che cosa sto trasmettendo alle persone che sono lì ad ascoltarmi? Esempio: io ho una casa editrice che sta andando bene ma, per ora, non abbiamo pubblicato un libro da milioni di copie vendute e questo dipende da tanti fattori. Ecco, immagina che io domani creassi il corso: “Come far diventare il tuo libro un best seller!” – bel titolo, tra l’atro, quasi quasi ci penso davvero.

Belle parole ma i fatti

Inoltre quando si usano termini come “energeticamente”, “percepire”, “sentire”, per nascondere stati d’animo come rabbia o risentimento, oppure per nascondere la voglia di fregarti alla grande; in quel preciso momento dovrei stare attento alle mie reazioni che potrebbero essere eccessive.

In questo post c’è rabbia? In parte sì!
Delusione? Anche!
E qual è lo scopo: voglio essere il primo ad essere il più onesto possibile con me stesso e gli altri. Ho tanta fiducia che le cose possano cambiare solo se tutti noi, e mi ci metto dentro anche io, prima di buttarci a capofitto nell’indicare la strada agli altri ci chiedessimo, prima, se quella cosa realmente ci appartiene e se realmente pratichiamo ciò che predichiamo.

Questo è tutto!